Di seguito una breve intervista realizzata da Euractiv alla Prof.ssa Sofia Erca, insegnante di educazione fisica del Liceo Petrarca di Arezzo, sull’importanza della sostenibilità ambientale come valore europeo.
E: Quali argomenti trattati nel secondo modulo del corso di formazione per insegnanti EUPress ritieni più adatti alle tue lezioni nelle scuole superiori?
S.E.: L’inquinamento e le problematiche ambientali sono due dei temi europei che riguardano principalmente la mia materia (Educazione Fisica).
Mai come nell’ultimo periodo lo stato dell’ambiente, o meglio, dell’intero pianeta, ha rappresentato una delle principali preoccupazioni per l’impatto sulla qualità della vita.
E: Cosa pensi che le persone dovrebbero fare per combattere il cambiamento climatico?
S.E.: La salute dell’ambiente e quella dell’uomo dipendono molto dallo stile di vita che scegliamo. Iniziare a prepararsi a una maggiore consapevolezza ecologica e al tempo stesso a una maggiore dinamicità nei confronti dell’attività fisica significa muoversi di più. Pertanto, usare meno l’auto, camminare più spesso, andare in bicicletta, utilizzare i mezzi pubblici è una soluzione e un’alternativa a impatto zero. L’attività fisica più adatta, antica ed ecologica rimane camminare il più possibile, seguita dal salire e scendere le scale. Evitare l’uso di scale mobili e ascensori significa risparmiare sui costi dell’elettricità e ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera dovute al funzionamento di questi impianti.
Anche spostarsi in bicicletta è un modo sostenibile per prendersi cura della propria salute e dell’ambiente in cui viviamo.
La bicicletta non inquina, non fa rumore, è facile da parcheggiare e ci mantiene in forma. L’aspetto “verde” delle due ruote, la convenienza economica e il vantaggio di migliorare la resistenza fisica, fanno della bicicletta il mezzo ideale per costruire una buona base fisica. Combattere l’inquinamento ambientale significa muoversi di più. Lasciare l’auto a casa più spesso comporta una riduzione del consumo di carburante e delle emissioni di gas di scarico nell’aria.
E: Pensi che il tuo Paese stia facendo abbastanza per proteggere l’ambiente?
S.E.: L’Italia è il Paese europeo ancora più legato all’uso dell’auto e orientato verso uno stile di vita sedentario: per i dipendenti dall’auto, la pratica dell’attività fisica è molto limitata. Ma se è difficile evitare un mezzo di trasporto, la scelta ecologica può ripiegare sul trasporto pubblico urbano o sulla mobilità intelligente, costituita da moderni veicoli personali a propulsione elettrica come il monopattino elettrico, il monoruota, l’hoverboard e l’ecobike, nuovi dispositivi per la micromobilità elettrica. In questo modo, salute e ambiente vengono tutelati allo stesso tempo.
È una questione di cultura, ma possiamo fare di più. Una buona pratica di attività fisica più frequente aiuta a curare e prevenire molte malattie con costi sanitari molto elevati. Muoversi, quindi, contribuisce a meno ammalarsi e a ridurre i costi per la gestione sanitaria sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale. Perché sentirsi bene significa anche evitare di produrre quelle montagne di rifiuti sanitari e farmaci utilizzati quotidianamente per curare molte patologie che potrebbero essere risolte con una maggiore attività fisica. Esiste ancora un modo per garantire che l’attività fisica rispetti l’ambiente: praticarla in contesti naturali come parchi, giardini, spiagge, sentieri di montagna, lungo i fiumi, prestando attenzione ai rifiuti sparsi qua e là e raccogliendoli. In conclusione, ognuno può dare il buon esempio mantenendosi in forma e dedicandosi all’ambiente.
E se per molte persone sedentarie muoversi non è ancora un piacere, ma un dovere, assicuriamoci che rimanga un dovere verso l’ambiente e che in seguito diventi anche un dovere verso la propria salute.

